Della mia voce
Della mia voce
La voce è uno strumento misterioso quanto affascinante, e il suo fascino sta proprio nell’“indescrivibile” che la domina.
La voce risiede nel corpo e come “altro corpo” latente. L’atto del canto è ogni volta una riscoperta, un ritrovamento di una parete del nostro corpo. La voce è viva, bisognosa di grandi attenzioni e suscettibile a fluttuazioni emotive. Esprime ineffabilmente la sensibilità soggettiva. La voce non mente. La voce traccia un ponte tra il mondo intimo e segreto dell’Es e la realtà esterna. Nasce dal corpo e con il corpo, lo occupa, lo gratifica, per poi proiettarsi verso l’esterno, verso l’altro. Non c’è filtro tra voce e persona, è tutt’uno con la vita, cresce e matura insieme a corpo e psiche...
Per questo penso che la mia voce mi somigli, non in senso strettamente estetico, secondo contenuti di bellezza o meno, ma con logica più profonda e affascinante. La voce è il mio altro corpo così come il canto ne è il suo gesto. Penso anche che una mia semplice azione, come portare un bicchiere alla bocca e bere, sia coerentemente descritta dalla mia voce. Credo che l’insieme di linee morbide e rigide che mi disegna, sia ugualmente e poeticamente tratteggiato nel mio canto. Nella mia voce c’è tutta la mia storia e anche un bisogno di futuro; c’è tutto quello che ho sentito e ascoltato, che mi ha attraversato. La mia voce è somma e sintesi del mio vissuto. Mi riconosco nella mia voce, e ancora di più, sentire la mia voce mi fa ritrovare me stessa. Riscopro in essa le peculiarità del mio modo di essere, del mio carattere, del mio temperamento. Contiene le mie paure e le mie gioie, ogni mia debolezza e ogni mia forza. E’ qualcosa cui non posso sottrarmi, che mi rappresenta pienamente e di cui vado orgogliosa. Della mia voce mi vesto in coerenza con me stessa. Anche se molto di me a me stessa sfugge, basterebbe ascoltarmi per intuire tanto.
Credo che la mia voce sia la parte di me più preziosa, perché è la mia essenza messa in musica.